AVID Varese onlus

Associazione Volontaria Assistenza Invalidi e Disabili
Venturini Battista

Venturini Battista

Gli aggiornamenti in materia di agevolazioni fiscali per l’acquisto auto con IVA agevolata al 4%, Detrazione IRPEF al 19%. Autovetture destinate alle persone con disabilità.

Con la presente informiamo che la normativa fiscale in materia, a partire dal 2013, classifica i contribuenti con disabilità, ammessi alle agevolazioni, in quattro categorie:

Ø  Persone cieche totali, ciechi parziali, ipovedenti gravi (articoli 2, 3 e 4 legge 3 aprile 2001, n. 138);

Ø  2)    Persone sorde, con sordità pre linguale o dalla nascita (art. 1 della Legge 381/70, modificata dalla Legge 95/2006).

Ø  3)    Persone con disabilità psichica o mentale, riconosciute in condizione di handicap grave (art. 3 comma 3, Legge 104/92), tale da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento (art. 30, comma 7 Legge 388/2000);

Ø  Persone con disabilità, riconosciute in condizione di handicap grave (art. 3 comma 3, Legge 104/92), con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluri amputazioni (art. 30, comma 7 Legge 388/2000)

 

Ø  5)    Persone con disabilità oltre ai minori, riconosciute con ridotte o impedite capacità motorie permanenti (art.8 Legge 449/97).

 

Ø  ai sensi della Circolare Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa, 21 maggio 2014, n. 11/E, non sono obbligati ad adattare la vettura e si applicano i criteri del art. 30, comma 7 Legge 388/2000.

In merito alle persone con disabilità, possessori di patente B Speciale, l’Agenzia delle Entrate richiede, oltre alla patente B.S. con i codici unionali (prescrizioni/adattamenti), che i verbali di invalidità civile e/o dell’handicap Legge 104/92 (emesso dalla CML Asst e successivamente dall’INPS), riportino obbligatoriamente uno dei seguenti requisiti (a seconda della patologia):

Ø  ridotte o impedite capacità motorie permanenti (Legge 97/86 - art. 8 legge n. 449/97); (per chi è in possesso di una Patente B. Speciale con obblighi di modifica alla guida)

 

Ø  e grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni (art. 30, comma 7 Legge 388/2000).

Poiché tali requisiti, a partire dal 2013, devono essere obbligatoriamente presenti nei verbali (invalidità/handicap), secondo quanto previsto dall’art. 4 del D.L. 5/2012, è importante:

Ø  Che le certificazioni antecedenti al 2013 che non riportano i suindicati requisiti, devono essere necessariamente integrate, a seguito di una  nuova visita, con l’aggiornamento ed emissione di un nuovo verbale da parte della CML Asst o INPS.

Ø  Che le certificazioni successive al 2013 che non riportano i suindicati requisiti, vengano necessariamente aggiornate/integrate dalle CML Asst o INPS d’ufficio (senza obbligo di nuova visita nel caso in cui agli atti sia a disposizione la necessaria certificazione sanitaria che accerti il requisito), attraverso l’emissione di una certificazione integrativa al verbale o di un nuovo verbale integrato/rettificato.

Tutte queste informazioni saranno per voi utili nel caso in cui gli associati richiedano la vostra assistenza in materia. Per questioni di privacy (Regolamento UE 679/2016 “protezione dei dati personali”), in caso di consulenze specifiche richieste da persone non associate, per le quali è necessario visionare certificazione sanitaria (Verbale di invalidità/accertamento dell’handicap), vi esortiamo a far si che l’interessato abbia prima sottoscritto e firmato il documento della Privacy.

In merito agli infortunati Inail con limitazioni agli arti superiori, in possesso di patente BS con adattamenti alla guida, è possibile richiedere alla sede Inail un'integrazione al verbale, nella quale deve essere espressamente indicato che "la patologia comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti (art.8 Legge 449/97)".

Parimenti, sarebbe opportuno interpellare la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate, rispetto al fatto che tali verbali e/o integrazioni sono stati rilasciati non da una CML pubblica (come richiesto dalla normativa fiscale) bensì da un medico monocratico.

Per saperne di più AVID cell. 340-3303528 <> 339-2537677

PROGETTO DELLE AUTO MULTIADATTATE DI “AVID Varese Onlus”.

Il Progetto sopra descritto, è nato grazie ad un versamento di una quota in denaro dei volontari di AVID Varese Onlus.  Nato nel 2007 (unico in Italia), con un sostegno economico anche della Provincia di Varese.  Vista la necessità di un importante servizio che in Provincia mancava, al fine di espandere l’assistenza  verso la mobilità, l’ASL ora ATS e Asst  Settelaghi con AVID, si sono convenzionati.   Al Progetto di AVID Varese Onlus, “Guidare per continuare a Viaggiare”, anche la Motorizzazione Civile di Varese ha collaborato al fine di poter sostenere maggiormente il mondo della disabilità.

Un progetto assistenziale di eccezionale sostegno alla mobilità e quindi all’autonomia dei disabili ed invalidi varesini, attraverso il sostegno anche di parecchie Autoscuole aderenti in modo volontario al Progetto descritto, dove l’utilizzo delle Auto Multi adattate per le prove e gli esami di guida, vengono messe anche a disposizione dei patentati senza alcun costo di noleggio.

A CHI RICHIEDERE LE AUTO MULTIADATTATE? QUALI SONO AUTOSCUOLE?

Le auto multi adattate sono a disposizione dei disabili e invalidi su tutto il territorio varesino e vanno richieste ad AVID Varese Onlus oppure alle Autoscuole. Le Autoscuole aderenti al progetto e preparate non solo tecnicamente, ma soprattutto psicologicamente, vista la categoria sostenuta, sono: Autoscuola Cattaneo Gallarate, Busto Arsizio e Ferno; Autoscuola Unione Varese e Gazzada Schianno; Autoscuola Athena Cardano al Campo e Somma Lombardo; Autoscuola Luraschi Saronno. Inoltre, molte altre Autoscuole della Provincia di Varese aderiscono a quelle sopra citate.  Per sicurezza sentire sempre AVID Varese Onlus!!

IMPARARE A GUIDARE CON MAGGIORE SICUREZZA; EVITARE IL FAI DATE!!!!

Lo scopo del progetto “Guidare per continuare a Viaggiare” creato da AVID, è quello di accantonare il fai da te. Quindi, imparare a guidare la propria auto con una guida assistita attraverso gli ausili imposti dalla Commissione Patenti nella massima sicurezza, dove il candidato o futuro patentato, incontrando inizialmente una auto adattata, con un Istruttore preparato, lo stesso potrà da subito iniziare a guidare senza alcune difficoltà, avviando con la massima sicurezza, una guida normale e serena.

Inoltre, imparare a guidare affiancato da un istruttore, preparato tecnicamente alla guida ma anche all’uso degli ausili, è un grosso vantaggio per il neo guidatore.  Per un disabile o invalido sono componenti importanti per la sicurezza stradale, naturalmente una guida come previsto dal Codice della Strada.

I COSTO PER L’UTILIZZO DELLE AUTO MULTIADATTATE 

I costi per le iscrizioni alle Autoscuole sono calmierati, sicuramente inferiori ai prezzi di mercato in quanto concordati con la Provincia, l’AVID e l’ASL oggi Asst mentre le auto multiadattate non hanno costi di noleggio.  Il servizio nasce al solo scopo di dare un sostegno alla mobilità ai disabili e invalidi varesini.

Per saperne di più 340-3303528 ><  339-2537677

LE AUTO MULTIADATTATE,  GLI AUSILI ALLA GUIDA.

BREVE CRONISTORIA DI AVID

L’AVID Varese Onlus è una associazione di libero volontariato, apolitica, nata nel 2007, dall’iniziativa di un gruppo di quattordici volontari, autotassandosi, invalidi e disabili, i quali hanno sentito il bisogno di sostenere, assistere, consigliare, coordinare e tutelare, una categoria di cui gli stessi appartenevano.

Quindi, avviare tutto questo processo di assistenza e di coordinamento verso la mobilità, la previdenza mediante il Patronato e un Caf, avendo maturato esperienza e sostenuto per decenni quei percorsi principali, la conoscenza, l’aggiornamento legislativo costante ed il sostegno burocratico con enti preposti, con una forte carica di altruismo, rendere meno difficoltosa la quotidianità di una categoria già fortemente disagiata.  

Tutto questo era l’AVID Varese allora, successivamente iscritta presso l’Agenzia delle entrate nel gennaio 2008, inoltrando la richiesta di iscrizione all’Albo Regionale e Provinciale del Volontariato dove in data 17-12-08,  l’Amministrazione Comunale di Varese deliberava all’unanimità la nostra richiesta e successivamente la Giunta della Provincia di Varese, in data 29-12-08, proclamava l’A.V.I.D. Varese Onlus”  iscrivendola nel libro del volontariato al n° VA-195 nella Sezione Sociale (A) e Civile (B) del Registro Generale Regionale delle Organizzazioni di Volontariato Sezione della Provincia di Varese ai sensi della Legge L.R. 1/2008.

Caratteristiche del progetto “Guidare per Continuare a Viaggiare” (drive to go on to travel)

Pertanto la popolazione a cui sono dedicate maggiormente le attività di servizio di AVID è quella più fragile, costituita da persone e da nuclei famigliari toccati quotidianamente da grossi ed in alcuni casi anche gravi problemi dovuti dalla disabilità oppure all’invalidità, che tendono – per le possibilità fisiche anche e soprattutto parziali, a rendersi autonomi o a tornare ad ottenere l’autonomia precedente ad un evento che ne ha modificato in modo temporaneo o permanente le capacità del normodotato.

Quindi da quella data anche l’AVID è sostenitrice di un lavoro di Patronato, Caf e Mobilità in forma gratuita e senza alcun tesseramento, (come da statuto), ma anche unica in Italia per aver avviato l’utilizzo di auto multi adattate senza alcun costo di noleggio, oltre naturalmente come già precisato, ai costi calmierati per l’iscrizione alle Autoscuole anch’esse aderenti in modo volontario al Progetto di AVID.

Un progetto nel contesto della fragilità e sostegno del cittadino invalido e disabile, con la possibilità e la reintroduzione nel mondo del lavoro, sociale e culturale, della propria autonomia attraverso la mobilità,  attraverso le procedure dettate dal Codice della strada e dalla sicurezza stessa alla guida, mediante un corretto conseguimento della patente B Speciale o di altre patenti che prevedono l’uso di ausili o sostegni tecnici-elettronici riconosciute in sede di Commissione Provinciale Patenti Disabili delle nostre Asst.

Il Progetto di AVID Varese Onlus è stato avviato in collaborazione con la Provincia di Varese, l’ex ASL di Varese oggi ATS (Asst Sette Laghi e Valle Olona), nonché la Motorizzazione Civile di Varese.  Il Progetto prevede anche la collaborazione di quattro Autoscuole con adesione volontaria le quali sono: l’Autoscuola Cattaneo Gallarate, Busto Arsizio, Ferno; l’Autoscuola Luraschi Saronno, l’Autoscuola Unione Gazzada, Varese, l’Autoscuola Athena Cardano al Campo, Somma Lombardo. Inoltre, molte altre Autoscuole collaborano con le quattro sopra citate. E’ possibile contattare anche l’AVID.

LE AUTO MULTIADATTATE DOTATE DEI SEGUENTI AUSILI.

Per il montaggio degli ausili imposti dalla guida dalla Commissione Competente, l’AVID consiglia di contattare sempre le due officine autorizzate Guodosimplex  in Varese, (Minazzi Massimo e Car Stereo), richiedendo sempre preventivi. Si consiglia di non lasciare al venditore il compito del montaggio degli ausili alla guida della propria autovettura, sia nuova sia usata, oppure, se il servizio viene effettuato dal venditore, accertarsi del tipo di ausili che monta, del costo, e in quale autofficina per le eventuali manutenzioni future.

Le auto multi adattate di AVID sono cosi equipaggiate: acceleratore elettronico a cerchiello sopra o sotto il volante, acceleratore manuale con mano DX o SIN, freno manuale sotto il volante DS o SIN oppure a piantone. I due tipi di freno a mano e piantone sono collegati anche al pedale del freno, inoltre il pomello o maniglia, sono dotati di pulsanti segnalatori, la centralina a banana a raggi infrarossi con pomello oppure solo pomello per  braccio DX o SIN, cambio automatico, sequenziale e manuale, spostamento pedali da DX a SIN, segnalatori di distanza luminosi o con cicalino, specchietti retrovisori esterni al carbonio con la copertura dell’angolo buio, specchietto panoramico interno, predisposizione per il nanismo con allungamento pedali, piantone volante e sedile di guida modificato.

Qualora dovessero servire auto multi adattata con guida parlata (joystick), per le prove e l’esame di guida, la GUIDOSIMPLEX ci può sostenere e mettere a disposizione l’autovettura.

Per saperne di più 340-3303528  ><  339-2537677

 

LETTURA DI UNA PATENTE B.S. CON I CODICI EUROPEI

Alleghiamo fotocopia fronte retro della Patente B. Speciale, per capire meglio all’atto pratico, come viene descritta e come leggere una patente B.Speciale.

 

Sulla facciata anteriore incontriamo in basso la dicitura B.S. e non AB oltre al proprio nome e ai dati personali. E’ importante non dimenticare la data di scadenza, per cui la visita in Commissione Patenti va prenotata almeno tre mesi prima.

Sul retro incontriamo tre divisioni con le varie caselle dove viene evidenziato il tipo e la categoria dell’automezzo che si potrà utilizzare-guidare.

Ø  Sulla prima casella (quella di SIN) viene evidenziato la data del rilascio della patente B.Speciale.

Ø  Sulla casella seconda casella (centrale) viene evidenziata la scadenza della Patente B. Speciale.

Ø  Mentre sulla terza casella (quella di DX), viene segnalato il CODICE EUROPEO i quali corrispondono agli ausili imposti dalla Commissione Patenti. Ausili da installare alla guida del proprio automezzo.

Il datore di lavoro, il lavoratore, cosa devono sapere su infortunio, malattia professionale, in itinere?

 IL DATORE DILAVORO Deve risarcire l’intera giornata in cui è avvenuto l’infortunio o si è manifestata la malattia professionale e se l’infortunio ha causato assenza dal posto di lavoro, non superiore ai tre gg
                           ⇒AVID Varese Onlus è una associazione di settore, con esperienza quarantennale,  preparata per l’assistenza infortunistica⇐
                              ⇒legata al mondo del lavoro e sostenuta da liberi professionisti quali medici legali specializzati sulla medicina del lavoro⇐
LE CURE VENGONO FORNITE:
Dal Servizio Sanitario Nazionale e dagli ambulatori INAIL attivati da apposite convenzioni con le Regioni.
LA DENUNCIA DELL’INFORTUNIO O DELLA M. P. Entro 2 giorni dall’eventi infortunistico o dopo 2 giorni dal ricevimento del certificato medico della manifestata malattia professionale. Se da parte del datore di lavoro non è stata avviata la denuncia all’Inail nei termini previsti, il lavoratore può comunque ottenere le prestazioni mediche e assicurative dall’Inail.
SE LA CAUSA DELL’INFORTUNIO E’ DUBBIA: Una convenzione tra Inps e Inail garantisce che il primo ente che riceve il certificato medico relativo all’infortunio o alla malattia professionale fornisca le cure o le prestazioni necessarie. I termini previsti per la prescrizione Inail sono di 3 anni.
IL LAVORATORE IN CASO DI INFORTUNIO LAVORATIVO, IN ITINERE, O  MALATTIA PROFESSIONALE DEVE: Informare immediatamente il datore di lavoro o preposto, presentare al datore di lavoro il certificato medico. Quando le cure per la patologia acquisita da lavoro o malattia professionale si protrae, va presentato il prolungamento dei giorni compilato dal medico curante su modulistica Inail. Il datore di lavoro invierà copia originale dei documenti all’Inail. Nel caso di un eventuale ricovero, l’ospedale invierà copia dei certificati al datore di lavoro e all’Inail.
IN CASO DI MALATTIA PROFESSIONALE: Se il lavoratore svolge attività lavorativa, va denunciata la malattia professionale al datore di lavoro entro 15 giorni dal suo manifestarsi, presentando al datore di lavoro il primo certificato medico e, in caso di prolungamento delle cure, il certificato del prolungamento dei giorni per l’indisposizione al lavoro compilato dal medico curante su documentazione Inail. Se il lavoratore non svolge attività lavorativa, può presentare direttamente all’Inail la domanda di riconoscimento della malattia professionale.
                                            ⇒AVID Varese Onlus è a disposizione con un'assistenza appropriata alla valutazione del danno fisico
                                                                                 ⇒con medici legali preparati sulla materia del lavoro
DOPO LA GUARIGIONE: Il lavoratore viene invitato dall’Inail a sottoporsi a visita Medico-Legale, ai fini di una valutazione dei postumi riportati.
IL CALCOLO DEL DANNO FISICO CON IL NUOVO REGIME Dgls 38/2000: Con il nuovo regime il calcolo risarcitorio del danno fisico subito durante un infortunio sul lavoro o malattia professionale, viene così sviluppato come di seguito: da 0 punti al 5% il lavoratore non ha diritto all’indennizzo (franchigia), ma se ci fossero responsabilità, il lavoratore può inoltrare la richiesta del Danno Biologico. Dal 6% al 15% il lavoratore viene liquidato in capitale (danno biologico secondo i termini stabiliti dalla tabella Inail). Dopo la valutazione Medico Legale da parte dell’Inail, è possibile, entro 60 gg. inoltrare ricorso.
                                                    ⇒AVID Varese Onlus è preparata per tale assistenza a livello burocratico e medico legale
E’ possibile sommare la percentuale acquisita ad altri o successivi infortunio o malattia professionale con conseguenze invalidanti.
Dal 16% al 100% gli viene quantificata una rendita Inail, la rendita Inail viene quantificata in una quota per danno biologico ed una quota aggiuntiva per le conseguenze patrimoniali in percentuale della menomazione subita.
L’ACCERTAMENTO E LA REVISIONE DEL DANNO PERMANENTE: Dalla data di decorrenza dell’accertamento Medico-Legale del danno fisico-psichico-motorio da parte dell’Inail, il lavoratore può richiedere o essere invitato a sottoporsi a revisione, per la conferma o peggioramento del danno subito. Lo stesso lavoratore dopo l’esito della visita effettuata dall’Inail, può opporsi mediante certificazione Medico Legale nei termini stabiliti dall’art 104 del DpR 1124/65 e sue modifiche. Mentre al decennio se infortunio, al quindicennio se malattia professionale, dovrà sottoporsi alla visita di cristallizzazione.
COME AVVIARE LA REVISIONE O L’AGGRAVAMENTO: La prima richiesta di rivalutazione postumi dei danni fisici subiti non può avvenire prima di sei mesi dall’avvio della rendita, oppure dal risarcimento del danno biologico da 6% al 15%, oppure, dopo un anno dalla data dell’infortunio o della malattia professionale. Successivamente la richiesta si può inoltrare nei primi quattro anni ogni anno, allo scadere del settimo anno e decimo anno.
Per quanto riguarda la malattia professionale l’aggravamento o la revisione può esse inoltrata ogni anno fino al quindicesimo anno, anno in cui avverrà la cristallizzazione del danno.
L’ASBESTOSI O SILICOSI: Il lavoratore può inoltrare la denuncia della malattia professionale come lo stesso Inail la revisione dopo aver accertato la patologia, dopo un anno dalla data della manifestazione della malattia professionale o almeno sei mesi dopo dalla data di decorrenza della rendita. Successivamente i ricorsi per aggravamenti e le  revisioni possono avvenire ogni anno, fino al decesso del lavoratore.
IL DIRITTO ALLE PRESTAZIONI INFORTUNITICHE: Si ha diritto alle prestazioni per danni fisici-psichici o sensoriali causati dall’infortunio o della malattia professionale o da infortunio in itinere (casa lavoro). La durata delle prestazioni è per tutto il periodo della malattia temporanea assoluta al lavoro fino alla guarigione anche con postumi, compresi i giorni festivi.
                                           ⇒AVID Varese Onlus è preparata sulla materia infortunistica per l’inoltro delle pratiche assistenziali
                                               
 inoltre collaboriamo con medici legali preparati sulla medicina dal lavoro al fine di sostenere
                                                                    giuste valutazioni fisiche per ricorsi, aggravamenti o opposizioni
COME AVVIENE IL CALCOLO DELLA TEMPORANEA: il risarcimento (acconto o liquidazione) della temporanea, viene calcolata per quanto previsto dal DpR 1124/65 (Testo Unico Infortuni) come di seguito: il 60% della retribuzione media giornaliera attraverso il quindicennale antecedente l’infortunio o malattia professionale fino al 90° giorno. Il 75% della media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione clinica anche con postumi, salvo migliori accordi sindacali o da Ccnl.
L’INDENNIZZO DEL NUOVO E VECCHIO REGIME: Vecchio regime, prestazioni previste prima del 25 luglio 2000. Nuovo regime, prestazione previste dopo il 25 luglio 2000 mediante il Dlgs 38/2000.
Nuovo Regime:  il tipo di indennizzo viene erogato dall’INAIL stabilendo l’ammontare della cifra in base al grado di menomazione e delle tabelle di valutazione del danno fisico previste prestazione dopo il 25 luglio 2000 mediante il Dlgs 38/2000
Vecchio Regime: prestazioni previste prima del 25 luglio 2000, il tipo di indennizzo viene erogato dall’INAIL stabilendo l’ammontare della cifra in base al grado di menomazione e al reddito percepito l’anno precedente dell’evento infortunistico o della malattia professionale. Vecchio e Nuovo Regime le percentuali non possono essere sommate
                                            ⇒AVID Varese Onlus è preparata sulla materia infortunistica per l’inoltro delle pratiche assistenziali
                                               ⇒inoltre collaboriamo con medici legali preparati sulla medicina dal lavoro al fine di sostenere
                                                                ⇒giuste valutazioni fisiche per ricorsi, aggravamenti o opposizioni
LA RENDITA AI SUPERSTITI: si ha diritto alla prestazione risarcitoria quando il lavoratore perde la vita a causa di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale. Gli aventi diritto sono: il Coniuge, i Figli Legittimi, naturali riconosciuti o riconoscibili e adottivi. In mancanza del Coniuge e Figli, gli aventi diritto sono: i Genitori Naturali o Adottivi, i Fratelli o le Sorelle.
L’ASSEGNO FUNERARIO: ne hanno diritto alla prestazione risarcitoria i superstiti di lavoratori deceduti a causa di infortunio o malattia professionale, oppure, chiunque dimostri di aver sostenuto le spese funerarie. L’assegno viene rivalutato ogni anno a decorre dal 1° luglio, ed ha un valore di circa 1.900.00 euro.
L’ASSEGNO DI INCOLLOCABILITA’: hanno diritto alla prestazione in denaro tutti i lavoratori aventi diritto al lavoro, con età non superiore ai 65 anni, dove causa la gravità della patologia sofferta, sono impossibilitati ad essere ricollocati in qualsiasi settore lavorativo e con grado di invalidità non inferiore al 34%, per gli infortuni e per le malattie professionali.
L’EROGAZIONE DI FINE ANNO: ne hanno diritto alla prestazione una volta l’anno, tutti i lavoratori con percentuale di invalidità tra l’80% e il 100% valutata in base alle tabelle del Testo Unico.
LE PROTESI E PRESIDI: le prestazioni di assistenza protesica, il relativo programma riabilitativo, nonché l’eventuale progetto multidisciplinare, sono in ogni caso, finalizzati al reinserimento familiare, sociale ed occupazionale del soggetto. Ne ha diritto il lavoratore con invalidità conseguente a infortunio o a malattia professionale per la quale sono necessari i dispositivi tecnici.
LE CURE TERMALI E I SOGGIORNI CLIMATICI: ne hanno diritto alle prestazione il lavoratore con indennizzo per infortunio o malattia professionale, ove non siano scaduti i termini di revisione e le cui menomazioni, siano inquadrabili nelle patologie espressamente previste da apposito Decreto del Ministero della Salute. La richiesta deve essere inoltrata all’INAIL territoriale ogni anno.
IL RIMBORSO SPESE PER ADATTAMENTO AUTOVEICOLO: l’INAIL fornisce ai propri assistiti in possesso di patenti B Speciali, il rimborso delle spese sostenute per gli adattamenti alla guida della propria macchina. Tali adattamenti obbligatori a seguito di un infortunio o di una malattia professionale, vengono imposti dall’ufficio Provinciale Patenti Disabili. L’INAIL sostiene inoltre le spese anche per la modifica dell’autovettura del familiare per il trasporto del disabile, purchè sia fiscalmente a carico. Questa prestazione è possibile usufruirne ogni 5 anni.

                                         ⇒AVID Varese Onlus è preparata sulla mobilità e pratiche assistenziali per le patenti B Speciali
                  ⇒E’ presente in Commissione Provinciale Patenti Disabili, collabora con la Motorizzazione Civile, con un gruppo di Autoscuole
                                      ⇒ed è in possesso di auto multiadattate per effettuare le prove e gli esami di guida assistiti da un istruttore
                                     ⇒Le auto multiadattate non hanno nessun costo di noleggio e l’iscrizione alle Autoscuole è a costi calmierati

 

Video nell'articolo.

NUOVI RIFERIMENTI COMPORTAMENTALI BUROCRATICI E ASSISTENZIALI
DA PARTE 
DI AVID VARESE ONLUS SUI DATI INPS

       Reddito di cittadinanza (Rdc) e Pensione di cittadinanza (Pdc)

Ø  1  Cos’è il Reddito di cittadinanza?
È un sostegno per famiglie in difficoltà che mira al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Il beneficio economico viene accreditato mensilmente su una nuova carta prepagata, diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno, cosiddetta “Carta Rdc”.

Ø  2  Che differenza c’è con la Pensione di cittadinanza?
Le regole generali e di funzionamento della Pensione sono analoghe a quelle del Rdc, ma si tratta di un sussidio economico rivolto alle famiglie di anziani in difficoltà; la misura risulta più semplice in quanto non sono previsti adempimenti legati al lavoro, ma è sufficiente la presentazione della domanda per poter accedere al beneficio, avendone i requisiti. Le modalità di erogazione del beneficio saranno definite in sede di conversione del decreto istitutivo. 

 ATTENZIONE: tutti i componenti del nucleo familiare e non solo il capofamiglia, devono avere età pari o superiore a 67 anni. Se si è già beneficiari del Rdc, la pensione decorre dal mese successivo a quello del compimento del 67° anno del componente più giovane. In tal caso, la trasformazione da Rdc a Pdc opera d’ufficio.

v  3 Chi può presentare domanda di Reddito e di Pensione di cittadinanza?
Cittadini italiani e dell’Unione Europea
• Stranieri lungo soggiornanti (permesso di soggiorno a tempo indeterminato)
• Stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea (es. la moglie giapponese di un  italiano)

 Il richiedente deve essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.

v  4  Chi non può presentare domanda di Rdc/Pdc?
Sono esclusi dal beneficio i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti disoccupati che hanno presentato dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda, fatte salve le dimissioni per giusta causa.

v  5  Come si può presentare la domanda di Rdc/Pdc?
La domanda può essere presentata:
• in modalità cartacea, presso gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’Inps, a partire dal 6 marzo 2019 (e da ogni giorno 6 del mese). La domanda verrà inserita subito nel portale del Ministero del Lavoro dall’operatore di sportello di Poste
• on-line, direttamente sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al link www.redditodicittadinanza.gov.it tramite le credenziali SPID (informazioni sul sito www.spid.gov.it)
• la raccolta delle domande avverrà anche presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF), dalla data e con le modalità che saranno successivamente comunicate

v  6  Quali documenti occorrono per la domanda di Rdc/Pdc?
Non occorre ulteriore documentazione, al momento della domanda bisogna solo aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE. Sarà l’Inps ad associare l’ISEE alla domanda.

v  7 Quali adempimenti sono previsti dopo aver presentato la domanda?
Il Rdc è una misura volta a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro e, quindi, dopo aver presentato domanda, si deve:
a) attendere la comunicazione dell’Inps di accoglimento o rigetto tramite   e-mail e/o sms ai recapiti indicati dal richiedente nel Modello di domanda
b) in caso di accoglimento, attendere la successiva comunicazione di Poste in cui viene fissato l’appuntamento per recarsi all’ufficio postale a ritirare la Carta Rdc ed il relativo Pin. La carta sarà intestata al richiedente e non è possibile avere più carte.  c) entro 30 giorni dalla mail o da sms di Inps che comunica l’accoglimento della domanda, tutti i componenti il nucleo devono rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID)

v  8  Come si può rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID)?
I componenti del nucleo devono rendere la DID entro 30 giorni dall’accoglimento della domanda.
Al momento, la DID può essere resa:
• presso i Centri per l’impiego
• presso i patronati convenzionati con l’ANPAL La dichiarazione potrà essere presentata anche sulla piattaforma digitale dell’ANPAL cosiddetta SIUPL. Tale piattaforma è in corso di implementazione.
 

v  9  Tutti devono comunque rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID)?
No, sono ESCLUSI dalla presentazione della DID i seguenti soggetti:
• minorenni
• beneficiari del Rdc pensionati
• beneficiari della Pensione di cittadinanza
• soggetti di oltre 65 anni di età
• soggetti con disabilità, come definita ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68 (ossia disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33% accertato dall’INAIL, non vedenti, sordomuti, invalidi di guerra), solo qualora non sia previsto il collocamento mirato
• soggetti già occupati oppure che frequentano un regolare corso di studi o di formazione.
Inoltre, i Centri per l’impiego possono ESONERARE dalla DID:
• i soggetti con carichi di cura (cosiddetti “caregiver”) qualora si occupino di componenti familiari minori di tre anni o disabili gravi e non autosufficienti (come definiti ai fini ISEE).

10 Chi ha redditi o patrimoni oppure percepisce trattamenti assistenziali, può comunque accedere al Rdc/Pdc?
Sì. Il nucleo familiare del richiedente può possedere redditi e patrimoni, ma entro i limiti previsti, come ad esempio:
• patrimonio immobiliare non oltre 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione
• patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, incrementabili in base alla composizione del nucleo Tutti questi requisiti sono verificati in automatico dall’Inps a partire dall’ISEE presentato. Per il possesso di beni durevoli, valgono le seguenti regole:
• No agli autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta
• No agli autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti
• No ai motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti
• Si agli autoveicoli e motoveicoli per persone disabili con agevolazione fiscale
• No a navi e imbarcazioni da diporto.

v  11  A quanto ammonta il beneficio economico?
Il beneficio economico sia per il Reddito di cittadinanza che per la Pensione è dato dalla somma di una componente ad integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B), entrambe calcolate dalla procedura Inps sulla base delle informazioni rilevate dall’ISEE e presenti nel modello di domanda. Nello specifico:
• La quota A, ossia l’integrazione al reddito, può arrivare fino ad un massimo di 6.000 euro annui in caso di Reddito di cittadinanza (oppure di 7.560 euro in caso di Pensione) e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo (es. maggiorenni e minorenni)
• La quota B, in caso di locazione della casa di abitazione, non può essere superiore a 3.360 euro annui pari a 280 euro mensili per il Rdc (oppure fino ad un massimo di 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pdc). In caso di mutuo della casa di abitazione, la quota B è al massimo pari a 150 euro mensili sia per Rdc che per Pdc In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui.

 Il valore dell’ISEE (Ordinario oppure ISEE Corrente, qualora presente) dovrà comunque essere inferiore a 9.360 € 

 v  12  Come e quando avviene il  pagamento?
Il beneficio Rdc è accreditato mensilmente sulla “Carta Rdc” (come detto, si tratta di una carta prepagata diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno) a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Per la prima mensilità, la somma accreditata è utilizzabile, in caso di Rdc, una volta ritirata la carta presso Poste nei tempi comunicati per l’appuntamento. Per la Pensione di cittadinanza le modalità di erogazione verranno definite in sede di conversione del decreto istitutivo.

v  13  Come si può utilizzare la Carta Rdc?
A titolo non esaustivo, la carta Rdc si può utilizzare per:
• fare alcune spese di beni di consumo
• pagare utenze
• prelevare mensilmente contanti pari a 100 euro moltiplicati per la co- siddetta ”scala di equivalenza” che è un parametro in base al numero e alla tipologia dei componenti la famiglia (es. se il parametro della scala di equivalenza è pari a 2,1 il massimo che si può prelevare è 210 euro)
• effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento del canone di locazione della casa di abitazione del nucleo familiare 
• effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento della rata del mutuo della casa di abitazione del nucleo 

                        ATTENZIONE: la Carta Rdc non si può utilizzare per giochi che prevedono vincite in denaro

v  14  Per quanto tempo viene erogato il beneficio economico?
Il beneficio del Rdc è riconosciuto per la durata di 18 mesi ma occorre prestare attezione a non incorrere in cause che ne comportano la decadenza. Può essere rinnovato per ulteriori 18 mesi previa sospensione dell’erogazione del beneficio di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non è prevista per la Pdc che quindi si rinnova in automatico.

v  15  Se in corso di fruizione varia il nucleo familiare si perde il beneficio?
Se il nucleo familiare varia rispetto a quello risultante dall’attestazione ISEE in corso di validità è necessario ripresentare la DSU aggiornata entro 2 mesi dalla variazione e anche una nuova domanda di Rdc/Pdc, pena la decadenza dal beneficio.

ATTENZIONE: Qualora la variazione sia dovuta a nascita o decesso di un componente occorrerà ripresentare  solo la nuova DSU;  non occorre rifare anche la domanda. Esempio di variazione nucleo familiare diversa da nascita o decesso:
Lucia e Cristiano sono sposati ed insieme a loro figlio Giuseppe percepiscono il Rdc. Giuseppe di età non superiore a 26 anni, fa parte del loro nucleo familiare in quanto maggiorenne non convivente, non coniugato e senza figli, ed è ancora a carico fiscalmente dei genitori. Qualora Giuseppe si sposasse e/o avesse figli entrerebbe a far parte di un nucleo diverso da quello dei suoi genitori, i quali dovranno presentare una nuova DSU entro 2 mesi dalla variazione ed anche una nuova domanda di Rdc.
Resta inteso che anche Giuseppe potrebbe presentare domanda di Rdc per il suo nuovo nucleo familiare.

v  16  Rdc e Pdc sono compatibili con la percezione di NASPI?
Sì. Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano percettori di NASPI.

v  17  Il Rdc e Pdc sono compatibili con lo svolgimento di attività lavorativa subordinata?
Sì. Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano lavoratori.
Tuttavia, in caso di attività lavorativa di uno o più componenti, se l’attività subordinata è iniziata nell’anno 2017, nell’anno 2018, ovvero nei primi mesi del 2019 ed è in corso al momento di presentazione della domanda, occorre compilare il modello Rdc/Pdc–Com, recandosi ai CAF convenzionati con le proprie credenziali, entro 30 giorni dalla presentazione della  domanda.

 ATTENZIONE: senza aver compilato questo modello la domanda non potrà essere definita.

 Se, invece, l’attività lavorativa subordinata è iniziata dopo la presentazione della domanda di Rdc, e cioè nel corso di godimento del beneficio, le variazioni devono essere comunicate all’Inps che valuterà le condizioni per la permanenza del beneficio.
La comunicazione relativa alla variazione ed il relativo reddito viene inoltrata ad Inps recandosi di persona ai Centri per l’impiego ovvero, quando sarà istituita, attraverso la Piattaforma “SIUPL” entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

v  18  Rdc e Pdc sono compatibili con l’attività lavorativa autonoma o di impresa?
Sì. Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano lavoratori.
Tuttavia, nel caso in cui uno o più componenti svolgano attività lavorativa (autonoma o di impresa) iniziata nell’anno 2017, nell’anno 2018 ovvero nei primi mesi del 2019 e in corso al momento di presentazione della domanda, devono compilare il modello Rdc/Pdc – Com, recandosi ai CAF convenzionati, con le proprie credenziali, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.

ATTENZIONE: senza aver compilato questo modello la domanda non potrà essere definita.

Se, invece, l’attività lavorativa inizia dopo la presentazione della domanda di Rdc, e cioè nel corso di godimento del beneficio, le variazioni devono essere comunicate all’Inps che valuterà le condizioni per la permanenza del beneficio.
La comunicazione relativa alla variazione ed il relativo reddito viene inoltrata ad Inps recandosi di persona ai Centri per l’impiego ovvero, quando sarà istituita, attraverso la Piattaforma “SIUPL” il giorno 15 del mese successivo al termine di ogni trimestre solare (es. entro il 15 aprile deve essere comunicato il reddito del trimestre gennaio – marzo)

v  19  In caso di assunzione di un Beneficiario di Rdc è prevista qualche agevolazione per l’impresa che assume?
Sì. Le imprese che assumono un beneficiario di Rdc nei primi 18 mesi di fruizione del beneficio ottengono un incentivo sotto forma di esonero con- tributivo non inferiore a 5 mesi e con un massimale di 780 euro mensili.

v  20 Rdc e Pdc sono compatibili con la percezione delle prestazioni destinate agli invalidi civili?
Sì. Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora uno o più componenti siano percettori delle prestazioni destinate agli invalidi civili. In tal caso Rdc/Pdc integrano nei limiti della soglia l’importo di tali prestazioni.

v  21 In quali casi si verifica la decadenza dal Reddito di cittadinanza?
La decadenza del beneficio è previsto, tra l’altro, nel caso in cui:
• manca 
la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro
• manca la 
sottoscrizione del Patto per il lavoro oppure del Patto per l’inclusione sociale
• il componente/i non partecipa alle iniziative formative o di 
riqualificazione
• non viene accettata nessuna delle tre offerte di lavoro
congrua
• non si effettuano le comunicazioni previste in caso di variazioni 
di lavoro o del nucleo e non presenta la nuova DSU.

v  22  Che tipi di sanzioni sono previste e in quali casi si applicano?
Nei casi più gravi, le sanzioni sono di carattere penale e comportano la reclusione fino a 6 anni e ovviamente la revoca immediata del Rdc e della Pdc, con anche l’obbligo di restituire tutto l’importo percepito. Tali più gravi fattispecie riguardano coloro che rendono dichiarazioni false o utilizzano documenti falsi, attestando cose non vere ovvero omettendo informazioni dovute.
È punito con la reclusione da 1 a 3 anni, colui che non comunica le variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni che potrebbero comportare la revoca del beneficio ovvero la sua riduzione.
Nel caso di condanna definitiva il beneficiario sarà tenuto alla restituzione di tutto quanto percepito indebitamente e non potrà essere nuovamente ammesso al beneficio se non prima di dieci anni dalla condanna.  Se l’INPS accerta la non corrispondenza al vero delle dichiarazioni e informazioni dichiarate revoca immediatamente il beneficio e il beneficiario è tenuto alla restituzione di tutto quanto indebitamente ha percepito.

 v  www.inps.it <> Contact center 803 164, gratuito da rete fissa <>

 v  <> 06 164 164 da rete mobile <>

 

 

NUOVI RIFERIMENTI COMPORTAMENTALI BUROCRATICI E ASSISTENZIALI, DA PARTE

 
DI AVID VARESE ONLUS SUI DATI INPS

 

       Reddito di cittadinanza (Rdc) e Pensione di cittadinanza (Pdc)

 

Ø  1  Cos’è il Reddito di cittadinanza?
È un sostegno per famiglie in difficoltà che mira al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Il beneficio economico viene accreditato mensilmente su una nuova carta prepagata, diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno, cosiddetta “Carta Rdc”.

Ø  2  Che differenza c’è con la Pensione di cittadinanza?
Le regole generali e di funzionamento della Pensione sono analoghe a quelle del Rdc, ma si tratta di un sussidio economico rivolto alle famiglie di anziani in difficoltà; la misura risulta più semplice in quanto non sono previsti adempimenti legati al lavoro, ma è sufficiente la presentazione della domanda per poter accedere al beneficio, avendone i requisiti. Le modalità di erogazione del beneficio saranno definite in sede di conversione del decreto istitutivo.
ATTENZIONE: tutti i componenti del nucleo familiare e non solo il capofamiglia, devono avere età pari o superiore a 67 anni. Se si è già beneficiari del Rdc, la pensione decorre dal mese successivo a quello del compimento del 67° anno del componente più giovane. In tal caso, la trasformazione da Rdc a Pdc opera d’ufficio.  

  • v  3 Chi può presentare domanda di Reddito e di Pensione di cittadinanza?
    • Cittadini italiani e dell’Unione Europea
    • Stranieri lungo soggiornanti (permesso di soggiorno a tempo indeterminato)
    • Stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di
    un cittadino italiano o dell’Unione Europea (es. la moglie giapponese di un  italiano)

    Il richiedente deve essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.  

 4  Chi non può presentare domanda di Rdc/Pdc?
Sono esclusi dal beneficio i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti disoccupati che hanno presentato dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda, fatte salve le dimissioni per giusta causa.

v  5  Come si può presentare la domanda di Rdc/Pdc?
La domanda può essere presentata:
• in modalità cartacea, presso gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’Inps, a partire dal 6 marzo 2019 (e da ogni giorno 6 del mese). La domanda verrà inserita subito nel portale del Ministero del Lavoro dall’operatore di sportello di Poste
• on-line, direttamente sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al link www.redditodicittadinanza.gov.it tramite le credenziali SPID (informazioni sul sito www.spid.gov.it)
• la raccolta delle domande avverrà anche presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF), dalla data e con le modalità che saranno successivamente comunicate

v  6  Quali documenti occorrono per la domanda di Rdc/Pdc?
Non occorre ulteriore documentazione, al momento della domanda bisogna solo aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE. Sarà l’Inps ad associare l’ISEE alla domanda.

v  7 Quali adempimenti sono previsti dopo aver presentato la domanda?
Il Rdc è una misura volta a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro e, quindi, dopo aver presentato domanda, si deve:
a) attendere la comunicazione dell’Inps di accoglimento o rigetto tramite   e-mail e/o sms ai recapiti indicati dal richiedente nel Modello di domanda
b) in caso di accoglimento, attendere la successiva comunicazione di Poste in cui viene fissato l’appuntamento per recarsi all’ufficio postale a ritirare la Carta Rdc ed il relativo Pin. La carta sarà intestata al richiedente e non è possibile avere più carte.
c) entro 30 giorni dalla mail o da sms di Inps che comunica l’accoglimento della domanda, tutti i componenti il nucleo devono rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID)  

v  8  Come si può rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID)?
I componenti del nucleo devono rendere la DID entro 30 giorni dall’accoglimento della domanda.
Al momento, la DID può essere resa:
• presso i Centri per l’impiego
• presso i patronati convenzionati con l’ANPAL La dichiarazione potrà essere presentata anche sulla piattaforma digitale dell’ANPAL cosiddetta SIUPL. Tale piattaforma è in corso di implementazione.

v  9  Tutti devono comunque rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID)?
No, sono ESCLUSI dalla presentazione della DID i seguenti soggetti:
• minorenni
• beneficiari del Rdc pensionati
• beneficiari della Pensione di cittadinanza
• soggetti di oltre 65 anni di età
• soggetti con disabilità, come definita ai sensi della legge 12 marzo 1999, n. 68 (ossia disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33% accertato dall’INAIL, non vedenti, sordomuti, invalidi di guerra), solo qualora non sia previsto il collocamento mirato
• soggetti già occupati oppure che frequentano un regolare corso di studi o di formazione. Inoltre, i Centri per l’impiego possono ESONERARE dalla DID:
• i soggetti con carichi di cura (cosiddetti “caregiver”) qualora si occupino di componenti familiari minori di tre anni o disabili gravi e non autosufficienti (come definiti ai fini ISEE).

v  10 Chi ha redditi o patrimoni oppure percepisce trattamenti assistenziali, può comunque accedere al Rdc/Pdc?
Sì. Il nucleo familiare del richiedente può possedere redditi e patrimoni, ma entro i limiti previsti, come ad esempio:
• patrimonio immobiliare non oltre 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione
• patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, incrementabili in base alla composizione del nucleo Tutti questi requisiti sono verificati in automatico dall’Inps a partire dall’ISEE presentato. Per il possesso di beni durevoli, valgono le seguenti regole:
• No agli autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta
• No agli autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti
• No ai motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti
• Si agli autoveicoli e motoveicoli per persone disabili con agevolazione fiscale
• No a navi e imbarcazioni da diporto.

v  11  A quanto ammonta il beneficio economico?
Il beneficio economico sia per il Reddito di cittadinanza che per la Pensione è dato dalla somma di una componente ad integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B), entrambe calcolate dalla procedura Inps sulla base delle informazioni rilevate dall’ISEE e presenti nel modello di domanda.
Nello specifico:
• La quota A, ossia l’integrazione al reddito, può arrivare fino ad un massimo di 6.000 euro annui in caso di Reddito di cittadinanza (oppure di 7.560 euro in caso di Pensione) e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo (es. maggiorenni e minorenni)
La quota B, in caso di locazione della casa di abitazione, non può essere superiore a 3.360 euro annui pari a 280 euro mensili per il Rdc (oppure fino ad un massimo di 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pdc). In caso di mutuo della casa di abitazione, la quota B è al massimo pari a 150 euro mensili sia per Rdc che per Pdc In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui.
Il valore dell’ISEE (Ordinario oppure ISEE Corrente, qualora presente) dovrà comunque essere inferiore a 9.360 Euro.

v  12  Come e quando avviene il  pagamento? Il beneficio Rdc è accreditato mensilmente sulla “Carta Rdc” (come detto, si tratta di una carta prepagata diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno) a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Per la prima mensilità, la somma accreditata è utilizzabile, in caso di Rdc, una volta ritirata la carta presso Poste nei tempi comunicati per l’appuntamento. Per la Pensione di cittadinanza le modalità di erogazione verranno definite in sede di conversione del decreto istitutivo.

v  13  Come si può utilizzare la Carta Rdc?
A titolo non esaustivo, la carta Rdc si può utilizzare per:
• fare alcune spese di beni di consumo
• pagare utenze
• prelevare mensilmente contanti pari a 100 euro moltiplicati per la cosiddetta ”scala di equivalenza” che è un parametro in base al numero e alla tipologia dei componenti la famiglia (es. se il parametro della scala di equivalenza è pari a 2,1 il massimo che si può prelevare è 210 euro)
• effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento del canone di locazione della casa di abitazione del nucleo familiare 
• effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento della rata del mutuo della casa di abitazione del nucleo 

                        ATTENZIONE: la Carta Rdc non si può utilizzare per giochi che prevedono vincite in denaro

v  14  Per quanto tempo viene erogato il beneficio economico?
Il beneficio del Rdc è riconosciuto per la durata di 18 mesi ma occorre prestare attezione a non incorrere in cause che ne comportano la decadenza. Può essere rinnovato per ulteriori 18 mesi previa sospensione dell’erogazione del beneficio di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non è prevista per la Pdc che quindi si rinnova in automatico.

v  15  Se in corso di fruizione varia il nucleo familiare si perde il beneficio?
Se il nucleo familiare varia rispetto a quello risultante dall’attestazione ISEE in corso di validità è necessario ripresentare la DSU aggiornata entro 2 mesi dalla variazione e anche una nuova domanda di Rdc/Pdc, pena la decadenza dal beneficio.
ATTENZIONE: Qualora la variazione sia dovuta a nascita o decesso di un componente occorrerà ripresentare  solo la nuova DSU;  non occorre rifare anche la domanda.
Esempio di variazione nucleo familiare diversa da nascita o decesso:
Lucia e Cristiano sono sposati ed insieme a loro figlio Giuseppe percepiscono il Rdc. Giuseppe di età non superiore a 26 anni, fa parte del loro nucleo familiare in quanto maggiorenne non convivente, non coniugato e senza figli, ed è ancora a carico fiscalmente dei genitori. Qualora Giuseppe si sposasse e/o avesse figli entrerebbe a far parte di un nucleo diverso da quello dei suoi genitori, i quali dovranno presentare una nuova DSU entro 2 mesi dalla variazione ed anche una nuova domanda di Rdc. Resta inteso che anche Giuseppe potrebbe presentare domanda di Rdc per il suo nuovo nucleo familiare.  

v  16  Rdc e Pdc sono compatibili con la percezione di NASPI?
Sì. Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano percettori di NASPI.

v  17  Il Rdc e Pdc sono compatibili con lo svolgimento di attività lavorativa subordinata? Sì. Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano lavoratori.
Tuttavia, in caso di attività lavorativa di uno o più componenti, se l’attività subordinata è iniziata nell’anno 2017, nell’anno 2018, ovvero nei primi mesi del 2019 ed è in corso al momento di presentazione della domanda, occorre compilare il modello Rdc/Pdc–Com, recandosi ai CAF convenzionati con le proprie credenziali, entro 30 giorni dalla presentazione della  domanda.
ATTENZIONE: senza aver compilato questo modello la domanda non potrà essere definita.

Se, invece, l’attività lavorativa subordinata è iniziata dopo la presentazione della domanda di Rdc, e cioè nel corso di godimento del beneficio, le variazioni devono essere comunicate all’Inps che valuterà le condizioni per la permanenza del beneficio.
La comunicazione relativa alla variazione ed il relativo reddito viene inoltrata ad Inps recandosi di persona ai Centri per l’impiego ovvero, quando sarà istituita, attraverso la Piattaforma “SIUPL” entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

v  18  Rdc e Pdc sono compatibili con l’attività lavorativa autonoma o di impresa? Sì. Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano lavoratori.
Tuttavia, nel caso in cui uno o più componenti svolgano attività lavorativa (autonoma o di impresa) iniziata nell’anno 2017, nell’anno 2018 ovvero nei primi mesi del 2019 e in corso al momento di presentazione della domanda, devono compilare il modello Rdc/Pdc – Com, recandosi ai CAF convenzionati, con le proprie credenziali, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.

ATTENZIONE: senza aver compilato questo modello la domanda non potrà essere definita.

 Se, invece, l’attività lavorativa inizia dopo la presentazione della domanda di Rdc, e cioè nel corso di godimento del beneficio, le variazioni devono essere comunicate all’Inps che valuterà le condizioni per la permanenza del beneficio.
La comunicazione relativa alla variazione ed il relativo reddito viene inoltrata ad Inps recandosi di persona ai Centri per l’impiego ovvero, quando sarà istituita, attraverso la Piattaforma “SIUPL” il giorno 15 del mese successivo al termine di ogni trimestre solare (es. entro il 15 aprile deve essere comunicato il reddito del trimestre gennaio – marzo)

v  19  In caso di assunzione di un Beneficiario di Rdc è prevista qualche agevolazione per l’impresa che assume?
Sì. Le imprese che assumono un beneficiario di Rdc nei primi 18 mesi di fruizione del beneficio ottengono un incentivo sotto forma di esonero con- tributivo non inferiore a 5 mesi e con un massimale di 780 euro mensili.
 

v  20 Rdc e Pdc sono compatibili con la percezione delle prestazioni destinate agli invalidi civili?
Sì. Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora uno o più componenti siano percettori delle prestazioni destinate agli invalidi civili. In tal caso Rdc/Pdc integrano nei limiti della soglia l’importo di tali prestazioni.

v  21 In quali casi si verifica la decadenza dal Reddito di cittadinanza?
La decadenza del beneficio è previsto, tra l’altro, nel caso in cui:
• manca 
la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro
• manca la 
sottoscrizione del Patto per il lavoro oppure del Patto per l’inclusione sociale
• il componente/i non partecipa alle iniziative formative o di 
riqualificazione
• non viene accettata nessuna delle tre offerte di lavoro
congrua
• non si effettuano le comunicazioni previste in caso di variazioni 
di lavoro o del nucleo e non presenta la nuova DSU.

v  22  Che tipi di sanzioni sono previste e in quali casi si applicano?
Nei casi più gravi, le sanzioni sono di carattere penale e comportano la reclusione fino a 6 anni e ovviamente la revoca immediata del Rdc e della Pdc, con anche l’obbligo di restituire tutto l’importo percepito. Tali più gravi fattispecie riguardano coloro che rendono dichiarazioni false o utilizzano documenti falsi, attestando cose non vere ovvero omettendo informazioni dovute.
È punito con la reclusione da 1 a 3 anni, colui che non comunica le variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni che potrebbero comportare la revoca del beneficio ovvero la sua riduzione.
Nel caso di condanna definitiva il beneficiario sarà tenuto alla restituzione di tutto quanto percepito indebitamente e non potrà essere nuovamente ammesso al beneficio se non prima di dieci anni dalla condanna.  Se l’INPS accerta la non corrispondenza al vero delle dichiarazioni e informazioni dichiarate revoca immediatamente il beneficio e il beneficiario è tenuto alla restituzione di tutto quanto indebitamente ha percepito.

v  www.inps.it <> Contact center 803 164, gratuito da rete fissa <>

v  <> 06 164 164 da rete mobile <>

 

 

Venerdì, 15 Febbraio 2019 18:23

"FONDO PER NON AUTOSUFFICIENTI" B1 - B2

DISABILI: APPROVATO IL “FONDO NON AUTOSUFFICENZE”


Per ottenere i buoni e voucher previsti dal fondo nella misura B1 o B2, occorre presentare formale richiesta presso la propria Ats/o Asst di residenza. Le richieste verranno sottoposte a valutazione Medico Legale sulle condizioni e gravità della persona richiedente.

Un programma operativo regionale per le modalità del “Fondo Nazionale per le non Autosufficienze”; Bonus B1 o B2 il quale viene avviato per le persone con disabilità grave o gravissima per un sostegno in denaro, o voucher a favore di minori per i servizi di supporto socio-educativo.

Per ottenere il Buono occorre rivolgersi all’Asst di residenza che provvede alla valutazione multidimensionale della persona e alla redazione del relativo progetto individuale.

Le persone per accedere al bando e quindi al fondo devono essere beneficiarie dell'indennità di accompagnamento, L. 18/1980, oppure, definite non autosufficienti ai sensi dell'allegato 3 del d.p.c.m. n. 159/2013.

Per saperne di più; info. 340-3303520 AVID Varese Onlus

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