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Associazione Volontaria Assistenza Invalidi e Disabili
Venerdì, 08 Luglio 2022 15:01

Assegno unico 2022: è partito da marzo.

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        Assegno unico 2022: è partito da marzo.

L’assegno unico diventando universale ha cancellato alcuni Bonus

Per inoltrare la richiesta dell’assegno unico quindi serve come primo passo la richiesta dell’ISEE.

Va precisato che l'assegno unico universale è una delle misure introdotte dalla manovra di Bilancio del 2021

Cos'è l'assegno unico per i figli 

Gli obiettivi che si vogliono perseguire con questa misura assistenziale sono fondamentalmente tre:

1)  favorire la natalità:

2)  sostenere la genitorialità:

3)  promuovere soprattutto l'occupazione femminile.

Si chiama assegno universale perché si fonda sul principio universalistico, che prevede l'attribuzione dell'aiuto a tutti i nuclei familiari che hanno figli, minori, disabili, nei limiti naturalmente delle risorse disponibili. L'assegno infatti viene modulato in base all'ISEE del nucleo familiare e all'età dei figli a carico. Per quanto riguarda le modalità di corresponsione sono previste due opzioni:

1)  il credito d'imposta:

2)  il versamento mensile di una somma di denaro.

Perché si chiama "assegno unico"?

Si chiama "assegno unico" perché al suo interno sono comprese tutte le detrazioni, gli incentivi, gli assegni familiari, gli sgravi, i mini bonus già previsti per le famiglie italiane con figli, che resteranno attivi fino all'entrata in vigore  dell'assegno unico universale.

1)  Una misura assistenziale che semplifica con lo scopo di sostituire le seguenti voci:

2)  l'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori:

3)  l'assegno di natalità e il premio alla nascita:

4)  il fondo di sostegno alla natalità, le detrazioni fiscali contemplate dal Testo Unico delle imposte sui redditi per i figli a carico:

5)  l'assegno per il nucleo familiare e gli assegni familiari contemplati dal TU delle norme sugli assegni familiari.

A chi spetta

L'assegno unico è universale ed è destinato alle famiglie con prole e viene riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni dei figli, limite di età che non è previsto se il figlio è disabile.

Esso viene riconosciuto a entrambi i genitori nella stessa misura. In assenza il beneficio spetta a chi esercita la responsabilità genitoriale. In presenza di una crisi coniugale che porta alla separazione o al divorzio, se i coniugi non si accordano, l'assegno spetta al genitore presso cui sono affidati i figli.

Requisiti per l’accesso

Ø  possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea:

Ø  di uno Stato non appartenente all'Unione europea con il  permesso di soggiorno, oppure UE per soggiornanti di lungo periodo o per motivi di lavoro o di ricerca, di durata almeno annuale:

Ø   assoggettamento al pagamento dell'imposta sul reddito nel territorio italiano:

Ø  La residenza e il domicilio con i figli a carico sul territorio italiano è obbligato per tutta la durata del beneficio:

Ø  la  residenza in Italia per almeno due anni, anche se non in modo continuativo, o titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o determinato purché della durata minima di 2 anni.

I requisiti che fanno riferimento alla residenza, al soggiorno, all'accesso e alla cittadinanza possono essere derogate su richiesta dei servizi sociali e solo per un periodo limitato, a condizione che sussistano esigenze di carattere particolare. Deroga che deve essere concessa da una Commissione nazionale apposita, istituita con decreto del Ministero per la famiglia di concerto con quello del lavoro.

A quanto ammonta l'assegno unico

L'importo dell'assegno unico e universale varia in base al variare dall'ISEE del nucleo familiare e alla presenza al suo interno di più figli

o di figli con disabilitàUn assegno che, verrà riconosciuto a tutte le famiglie per ogni figlio.

L'importo dell'assegno in ogni caso sarà maggiorato rispetto a quello previsto per i figli minorenni e per quelli di maggiore età a carico se ricorrono le seguenti ipotesi:

1)    se nascono altri figli dopo il secondo;

2)    se le madri hanno un'età inferiore ai 21 anni;

3)    se nascono figli con disabilità. In loro favore è prevista una maggiorazione non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento, che varia in base al grado della disabilità. La sola maggiorazione viene a cessare quando il figlio disabile raggiunge i 21 anni di età, sempre che sia ancora a carico dei genitori.

Assegno unico per i figli maggiorenni

L'assegno unico per i figli maggiorenni, dai 18 ai 21 anni, viene riconosciuto in misura inferiore rispetto a quello previsto in favore dei minori. Questi però, possono godere dell'assegno unico se risultano iscritti a un corso professionale o di laurea, se svolgono tirocinio o un'attività lavorativa retribuita con un importo annuale che non supera una certa soglia, se sono occupati nel servizio civile o se risultano in stato di disoccupazione e in cerca di un lavoro presso un centro per l'impiego o un'agenzia per il lavoro.

L'assegno unico doveva partire dal luglio 2021 ma e stato fatto slittare a marzo 2022, da quella data sono state riviste le prestazioni in atto e i bonus destinati ad essere integrati dall’assegno unico.

Per informazioni: info. 340 330 35 28  <>   351 551 56 95

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